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Patti

Cittadina ridente sul mare che da il nome all’omonimo Golfo

Costituisce il centro principale della zona orientale dei Nebrodi. È un vivace centro della costa tirrenica affacciato nella parte più interna dell’omonimo Golfo. E’ una località dell’entroterra che si allunga sul mare con Marina di Patti, ove recentemente sono stati ritrovati i resti di una Villa Romana. Fondata nel 1094 dal conte Ruggero I, elevata a sede vescovile da re Ruggero II nel 1131, nominata città regia da Federico III d’Aragona nel 1312, Patti riceve il titolo di “magnanima” da Carlo V, per aver versato un generoso tributo alla corona. Il nucleo storico della città conserva ancora in parte il tessuto medievale di strette viuzze, sormontate da archi, raggruppato attorno alla Cattedrale.

La Cattedrale, la cui struttura attuale è settecentesca, presenta un bel portale normanno rimontato sulla facciata principale. Le colonnine a fascio che lo incorniciano sorreggono dei pregevoli capitelli con bassorilievi di gusto tardo-romanico: vi sono raffigurate figure zoomorfe e antropomorfe bifronti e alate. All’interno è custodito il sarcofago della regina Adelasia, moglie di Ruggero I, rifacimento cinquecentesco dell’originale del 1118. Sul lato nord della città si trova la porta San Michele, l’unica superstite della cinta muraria aragonese, e, a ridosso, la Chiesetta di S. Michele, che conserva un bel ciborio marmoreo di Antonio Gagini (1538) con una composizione a trittico con una teoria di angeli al centro, affiancata da S. Agata e S. Maddalena. Sempre nel centro storico è interessante la visita alla Chiesa di San Nicola del sec. XV e XVI, la Chiesa di S. Antonio del sec. XIV e la Chiesa di S. Ippolito del sec. XIII, recentemente restaurata. I locali del Palazzo Vescovile di Patti ospitano il Museo Diocesano, realizzato principalmente grazie all’opera volontaria di alcuni prelati della Curia. Di raro pregio sono i numerosissimi oggetti liturgici in argento finemente cesellato, ed i paramenti sacri risalenti ad epoche che vanno dal XVI al XVIII secolo, esposti in una sala di oltre 250 mq. Nella stessa sono inoltre presenti interessanti resti di altari in legno e quadri settecenteschi di varia provenienza.

E ‘ certamente notevole il valore artistico della singolare collezione di stemmi vescovili, prodotti pazientemente a china sulla base dei documenti originali. Le ceramiche artistiche pattesi rappresentano una delle maggiori attrattive dell’artigianato siciliano. Molteplici sono le tipologie di manufatti prodotti e destinati ad usi quotidiani ed industriali, la cui tradizione si tramanda da generazioni, con tecniche di lavorazione che ancora oggi costituiscono il vanto delle popolazioni locali.